Mentre scansionavo il taccuino di novembre ho trovato una pagina con una breve sequenza di immagini e testi di cui assolutamente non ricordavo nulla: probabilmente ho scritto quegli appunti di notte, in quel momento in cui si è convintə di andare a letto e invece si viene coltə da un guizzo improvviso, un’idea, uno spunto da annotare. 

Ho pensato che quella paginetta con tre disegni e due scritte, ritrovata per puro caso, meritasse una cura particolare, così ho preso carta, acquerelli e inchiostro e l’ho ridisegnata aggiungendo qualche frame.
I testi, invece, non li ho toccati.

Novembre e maggio sono legati da un filo; a dire la verità tutti i mesi sono punteggiati da buchetti che fanno filtrare il buio di un’assenza, ma novembre e maggio di più.

E così, una cosa abbozzata a novembre trova il suo compimento a maggio: mi sembrava giusto così.

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