Un breve fumetto tratto da una storia vera: il dialetto che sta lì sepolto e viene fuori a sorpresa, dandomi lo spunto per aggiungere il mio (ovviamente parziale) punto di vista su quanto le AI generative possano essere merde spargimerda e vadano levate dall’uso al grande pubblico o quantomeno regolamentate così tanto da diventare inutilizzabili, ciao!
PS: piccole precisazioni sulla trasposizione scritta del dialetto. Ho scartabellato tra le pagine del vocabolario e della grammatica bolognese, quindi spero di aver scritto tutto giusto e messo gli accenti dovuti, ma se così non fosse segnalatemelo pure, che provvedo a correggere! PPS: Io “duv vèt” l’ho sempre sentito pronunciare e pronunciato più come “Dun vèt”, ma il “dove” domandato l’ho trovato scritto solo così e ho supposto fosse una licenza di pronuncia. Sono sempre pronta a correggere!
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